Il Bozzetto del volontario-artista Elliott Seabrooke

Tra le pagine di un album fotografico della Croce Rossa Britannica un bozzetto d'autore, identificato grazie all'aiuto dello storico Sergio Sbalchiero.

Solo oggi, dopo 5 anni circa, grazie all'aiuto di uno tra i più autorevoli storici di questo corpo di volontari inglesi, riesco a dare un nome e collocare storicamente questo schizzo.
Lascio brevemente raccontare da lui questa testimonianza:

Nel settembre del 1916 Gorizia era in mani italiane ormai da alcuni mesi. I volontari britannici della First British Red Cross Unit for Italy alloggiavano nei due edifici che erano stati loro assegnati in città e da lì partivano con le loro autoambulanze per raggiungere i posti di medicazione italiani alle pendici del monte San Marco e del San Gabriele. Tutta la zona era costantemente sotto il fuoco delle artiglierie austroungariche.
Il chirurgo scozzese Sir Alexander Ogston ricordando una notte trascorsa a Gorizia in quei giorni scrisse: “contai la frequenza con cui avvenivano gli scoppi, e mi resi conto che passavano solo uno, due o tre secondi tra un esplosione e l’altra, in alcuni rari casi nove secondi, e che ogni diciassette secondi uno di questi colpi faceva tremare l’edificio”. Anche lo scrittore e giornalista Edward Verral Lucas rimase profondamente colpito dalla pericolosità del luogo:“Ritenni quella dimora sufficientemente vicino alla guerra quando fui là, ma lo divenne ancora di più due o tre notti più tardi, quando un proiettile di artiglieria austriaco colpì la stanza vicina a quella che avevo occupato”. Era capitato che una sera un giovane conducente di autoambulanze di nome Hamish Allan “era tornato presto dal giro notturno e si era messo a dormire in quella stanza”. Proprio in quel momento “una granata irruppe attraverso il muro”. Geoffrey Young era il comandante del distaccamento e stava riposando in una stanza vicina: “mi ritrovai ad affannarmi nel buio sentendo bruciare la pelle dei piedi sui frammenti di vetro e metallo roventi. George Barbour, il mio aiutante sempre pieno di risorse, mi raggiunse. Andammo a prendere degli asciugamani bagnati e con quelli entrammo nella stanza scura che odorava di zolfo. Trovammo Hamish Allan con una gamba rotta sepolto dai calcinacci che avevano fracassato il letto. La luce delle stelle trapelava attraverso l’oscurità, dov’era stato l’angolo del tetto e della stanza. Anche il letto di Arundel era stato distrutto e quello di Metcalfe che si trovava nell’angolo era scomparso” I due portarono Hamish in giardino. “Mentre tenevo fermo Allan un chirurgo italiano del vicino posto di soccorso sistemò la gamba senza anestetico”.
Secondo il comandante della First Section, George Macaulay Trevelyan, “Mentre Geoffrey Young e Barbour lo stavano cercando al buio tra i fumi di zolfo in mezzo alla mobilia e alle pareti distrutte, furono guidati da una voce che, mostrando l’esperienza di chi serviva nel teatro operativo di Villa Trento ed uno stoicismo del tutto singolare, diceva: E’ una frattura composta del femore destro. E così era”.

Tra i volontari britannici vi erano numerosi artisti e tra questi il pittore Elliot Seabrooke. Lo sketch è quasi sicuramente suo. Sono passati centoquattro anni. Guardo questo schizzo e mi sembra ieri.

P.S. Se vi trovate a Gorizia andate in via Don Bosco al civico 24. La stanza era quella d’angolo all’ultimo piano sul retro. Si affaccia ancora oggi verso il San Gabriele.

S. Sbalchiero



Traduzione della biografia trovata sul sito www.richardtaylorfineart.com:


Elliott Seabrooke (1886-1955) - pittore, in particolare di paesaggio e attore, nato a Upton Park, nell'Essex (il suo nome adottato combinava quello di suo padre, Robert Elliott con quello di sua madre, Harriet Seabrooke). Seabrooke studiò alla Slade School of Fine Art, nel 1906-11, con Henry Tonks che poi fece un capannone remoto in Westmorland per £ 2 all'anno come studio, mettendo le sue finestre, porte e camino.
Nella Prima guerra mondiale Seabrooke - un pacifista - prestò servizio nella Croce Rossa britannica, vinse il più alto riconoscimento italiano per galanteria e fu un artista di guerra ufficiale sul fronte italiano. Era alto e bello, con una bella voce di canto, che ha portato a una carriera thespian. Ha lavorato molto con i registi Theodore Komisarjevsky e JB Fagan, e ha recitato con John Gielgud, Lewis Casson, Sybil Thorndike, Wendy Hiller, Charles Laughton e Ralph Richardson. Apparve anche in film, tra cui Barbara Major di Gabriel Pascal, 1941, ma preferì il palcoscenico, che lasciò la giornata libera per la pittura. Ha mostrato al NEAC, LG, di cui è stato vicepresidente e presidente durante la maggior parte degli anni '40, avendo avuto una prima mostra personale alla Carfax Gallery, 1912.
Seabrooke fu inizialmente influenzato molto da Cézanne sia nello stile che nella tavolozza, futurismo e puntinismo italiani essere influenze successive. Ha viaggiato molto in Inghilterra e nel continente per temi paesaggistici, dopo il 1930 viveva spesso nei Paesi Bassi. Morì a Nizza e fece spettacoli commemorativi alle Leicester Galleries, 1951; Arts Council 1952; 1955 alla Matthiesen Gallery; e nel 1966 nelle Gallerie dell'Alto Grosvenor. Ci fu uno spettacolo alla Blond Fine Art nel 1979. Tate Gallery, Imperial War Museum e Arts Council ne sono un esempio.


Alcune foto all'interno della sezione Croce Rossa -> http://www.riccardoravizza.com/index.php/foto-di-guerra/foto-di-guerra/crocerossa

 

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