Il prigioniero di Mathausen

Dieci diari da scoprire di un prigioniero a Mathausen dal 1915 al 1918.

Catturato durante le battaglie di Oslavia nel novembre del 1915, passò tutto il perido bellico in prigionia fin quasi al termine delle ostilità. Tra il materiale ritrovato risulta molto interessante il lastrino metallico con il numero di riconoscimento per i prigionieri di guerra.

Prossimamente, in base anche all'avanzamento di altri lavori, vi renderò partecipi anche di questa storia del prigioniero di Mathausen.

Cos'era Mathausen prima di diventare il rinomato teatro degli orrori che abbiamo imparato a conoscere durante la seconda guerra mondiale?

La realtà storica dimostra che già nel corso della Grande Guerra, ad est di Mathausen fu aperto un primo campo di prigionia, meno severo del successore, per usare un eufemismo. L'obiettivo principale era lo sfruttamento della vicina cava di Wiener-Graben, da cui ricavare il granito per la pavimentazione delle strade di Vienna. Per raggiungere lo scopo, nel campo di internamento furono rinchiusi ben 40.000 prigionieri. Tra questi, circa 9.000 (quasi 1.800 italiani) vi perirono. Anche a loro, circa 3 km a est da Mathausen, in Alta Austria, è dedicato l'inconfondibile Cimitero di Guerra trapezoidale.

Qui, in tombe singole, riposano i quasi 1.800 italiani scomparsi nel lager di Mathausen, oltre a circa 8.000 stranieri deceduti in un altro campo di prigionia poco distante dal cimitero, riposti in sei tombe comuni. E il lager nazista costruito alla vigilia della seconda guerra mondiale fu anche più duro del predecessore a livello di sofferenze inferte agli internati, dal momento che vennero introdotti forni crematori e camere a gas che acuirono i patimenti degli "ospiti".

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