Ammaraggio sull'oceano di sabbia

Un destino infausto scritto sulla sabbia del deserto.

È la tragica sorte che ha segnato il volo del MM 23881, unità aerea appartenuta ad una delle squadriglie aerosiluranti italiane (la 278°) inviate nel Nord Africa per una delle più estenuanti campagne tropicali della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 fino al 1943, fra pause, ritorni e fasi concitate. Velivolo, nell'occasione, sorpreso probabilmente nella fase cruciale di ambientamento sopra le dune della Cirenaica.

A recuperare il filo di una storia come tante altre, disperse nella vastità del deserto, ha contribuito in maniera decisiva la presenza di tecnici, geologi, topografi e professionisti, tra l'estate e l'autunno del 1960, poco distante dai ritrovamenti del caso, per alcuni rilievi nell'ambito di ricerche petrolifere per conto della CORI, filiale libica dell'Agip. Le due scoperte arrivano a stretto giro di posta l'una dall'altra. La prima circostanza, nel luglio 1960, porta a localizzare i resti del pilota dell'aereo decollato da Berka e in volo Nord Africa da appena un giorno, Oscar Cimolini. Spoglie rinvenute a pochi passi dall'inizio del deserto di pietre. Ad ottobre il puzzle viene completato con il ritrovamento della carlinga (ancora da parte di membri della squadra collegata alla CORI) che aveva accolto l'equipaggio, rimasto a bordo in attesa dei soccorsi (vani) di cui si era messo alla ricerca Cimolini.

L'aereo aveva oltrepassato la costa per la perdita di riferimenti o chissà quale altra ragione, ritrovandosi in breve tempo 300 chilometri all'interno della costa, ormai vicinissimo all'oceano di sabbia e con il vento in poppa. L'equipaggio contava oltre che su Cimolini, sul sergente maggiore marconista De Luca, sul 1° aviere motorista Bozzelli e sul 1° aviere armiere Romanini.

Diverse tutto sommato le componenti superstiti del relitto, dopo 20 anni dal volo in picchiata, considerando anche quelle danneggiate, tra eliche, muso e ali, che hanno in qualche misura infittiacono il mistero sul planaggio d'emergenza, a motori ancora accesi. 

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