Cher Ami: servizio di emergenza in guerra

La storia insegna che gli animali possono suscitare emozioni forti, anche in scenari non ordinari come la guerra.

Lo dimostra la vicenda di Cher Ami, storico piccione "assoldato" nell'Army Signal Corps statunitense, offerto in dono da alcuni colombofili inglesi, e messosi in evidenza nell'offensiva delle Argonne, crocevia fondamentale per le sorti della Grande Guerra. Durante le concitate fasi dello scontro, 500 soldati di un battaglione della 77° Divisione Fanteria rimangono in trappola in una depressione su un fianco della collina. 300 di questi vengono uccisi da un intenso fuoco - anche quello amico degli alleati - che per due interminabili giorni non concede tregua ai soldati ingabbiati dal territorio naturale francese e in territorio nemico, provati anche dalla mancanza di rifornimenti, cibo e munizioni. Raschiando il fondo delle opzioni, i quasi 200 superstiti si aggrappano alla "fauna addestrata" per uscire da una situazione complicata e richiamare i rinforzi.

Il primo tentativo però non porta bene: il piccione incaricato di portare il messaggio di emergenza, viene infatti colpito dai tedeschi e muore. Il secondo tentativo ricade su Cher Ami, una femmina di piccione. Alzatasi in volo per la missione, anche Cher viene colpita, ma prosegue imperterrita nel suo incedere di ali, percorrendo una distanza di oltre 40 chilometri in appena 25 minuti, e, cosa più importante, recapitando il messaggio al quartier generale. La chiamata risulta decisiva per il salvataggio dei soldati intrappolati sul crinale, tanto il volatile viene decorato. Purtroppo l'onore non compensa le evidenti conseguenze dei micidiali colpi inferti, che le causano l'amputazione di una zampa, la cecità da un occhio e un altro colpo al petto, e che nel giugno 1919 la conducono alla morte. Particolari che evidenziano la grandezza dell'impresa.

Il suo intervento decisivo non passa inosservato: Cher viene impagliata e oggi riposa al Museo Nazionale di Storia Americana di Washington. Non solo, il suo nome compare nell'elenco dei 10 piccioni più veloci di sempre nella classifica stilata dall'Associazione Americana dei Piccioni da Corsa. E non è l'unico primato che la vede protagonista: si calcola infatti che durante i suoi viaggi in cui è stata impiegata, da Verdun a Rampont, sia riuscita a recapitare tutte le comunicazioni richieste a una media distanza di circa 30 chilometri in 24 minuti. Anche per questo il suo servizio e il sacrificio resteranno scolpiti per sempre nella memoria collettiva americana. 

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