Confermato il test del DNA sul Generale Gudin

Il corpo di un generale napoleonico ritrovato in Russia due secoli dopo Le spoglie di Charles Etienne Gudin sono state rinvenute a Smolensk, a luglio da un team di archeologi franco-russi.

 

A Smolensk, dove ebbe luogo la battaglia di Valutina Gora, grazie al test del DNA, è stato identificato il corpo di uno dei generali dell'Imperatore, Charles Etienne Gudin. 
Le prime ipotesi di luglio, sul corpo dell'ufficiale dell'esercito francese, erano quindi esatte. I ricercatori vi hanno riconosciuto il generale Gudin, morto nel 1812 a Smolensk, grazie alla gamba mancante. Durante la battaglia aveva subito un forte trauma causato dall'impatto con una palla di cannone, la quale aveva completamente smaciullato la gamba. In seguito fu del tutto amputata. 
Gudin morì pochi giorni dopo di cancrena, all'età di 44 anni.  
Il corpo è stato rinvenuto tra i resti di una bara di legno. Per confermare la scoperta, sono stati prelevati dei campioni dai resti dei familiari. I test eseguiti sul fratello, la madre e un figlio sono risultati positivi. Quest'ultimo, Charles Gabriel Caesar, aveva accompagnato Napoleone la sera di Waterloo. Fu a lui che l'imperatore avrebbe consegnato il cannocchiale in cui aveva appena visto crollare la sua Guardia, trascinando l'Impero con sé, prima di ordinargli di fuggire dal campo di battaglia. L'esumazione si è svolta il 16 ottobre nella cappella della famiglia, nel piccolo cimitero di Saint-Maurice d'Aveyron. "Non mi ha esaltato, ma era l'unico modo per essere sicuro che fosse lui", ha detto al settimanale francese Alberic d'Orleans, uno dei discendenti. "Volevo, per rispetto, che ciò avvenisse in modo privato", ha aggiunto. I campioni sono stati prelevati dal team di Michel Signoli, antropologo dell'Università di Aix-Marsiglia, alla presenza del sindaco e del sottoprefetto. 

All'origine di questo progetto c'è la Fondazione per lo sviluppo di iniziative storiche franco-russe, creata dal francese Pierre Malinowski, presumibilmente vicino a Vladimir Putin. E' stato il presidente russo a rendere possibili gli scavi del 7 luglio, che hanno portato alla luce i resti del generale.  Nell'agosto 1812, le truppe francesi e gli eserciti dello zar si scontrarono ai confini della grande Russia. Sotto il comando del maresciallo Ney, il generale Gudin guida 10.000 uomini. "Era uno dei più illustri ufficiali dell'esercito; era lodevole per le sue qualità morali tanto quanto per il suo coraggio e la sua intraprendenza", scrisse Bonaparte il giorno dopo la morte del suo soldato. Si dice che Etienne Gudin morì tra le braccia di Napoleone, in lacrime. Il sovrano prestò particolare attenzione a questo coraggioso generale, uno dei 1.500 che lo servirono durante le sue campagne. 

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