Carico di munizioni recuperato nel Lago di Varna

Una nuova pesca insolita in un mese, quello di agosto, che ha riportato a galla numerose testimonianze della Grande Guerra nel Triveneto.

L'ultimo ritrovamento "di massa" è stato effettuato nel Lago di Varna, in prossimità di Bressanone. Ad essere tratto in superficie dalle acque del bacino, nell'arco degli ultimi 12 giorni, è stato un carico di 4.500 residuati bellici esplosivi. L'attività di recupero è stata svolta dai palombari del Gruppo Operativo Subacquei del Comando subacquei e incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo di Sminamento difesa antimezzi insidiosi (Sdai) di Ancona. Si tratta di cartucce da fucile di nazionalità austriaca, di provenienza dalla prima guerra mondiale, che sono state poi consegnate agli artificieri del 2° Reggimento Guastatori di Trento della brigata alpina Julia dell'Esercito, per essere distrutte. Non sorprende un rinvenimento di questa portata nel lago di Varna, dove durante la Grande Guerra gli austro-ungarici abbandonarono enormi quantità di esplosivi dopo aver battuto in ritirata. 

 

 

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