Cronaca inedita di una strage di 96 prigionieri italiani IMI


Relazione inedita di denuncia sulla morte di prigionieri militari italiani a Friedrichshafen (20 luglio 1944).



Il documento, rinvenuto all’interno di un contenitore destinato alla raccolta della carta, è una relazione redatta il 5 agosto 1944 a Friedrichshafen, in Germania, a seguito del bombardamento aereo del 20 luglio 1944 che colpì lo stabilimento Maybach e le strutture di rifugio utilizzate da militari italiani internati impiegati nello stesso sito. Il testo si articola in quattro fogli e reca fin dal titolo la propria natura formale: Protesta e denuncia all’Ambasciatore Repubblicano Fascista in Berlino.

Si tratta di una fonte inedita e di eccezionale rarità, redatta a breve distanza temporale dagli eventi, sottoscritta dai fiduciari di campo e da testimoni diretti, e predisposta in duplice copia. La relazione assolve a una funzione precisa: configurarsi come una denuncia ufficiale e documentata di una strage di militari italiani internati, rivolta all’autorità politica italiana alleata della Germania, affinché l’evento fosse riconosciuto, registrato e non ridotto a una perdita “incidentale” di guerra.

Il documento ricostruisce in modo puntuale lo svolgimento dell’allarme aereo, l’impossibilità per i militari italiani di abbandonare l’area industriale, il collasso dei rifugi e le successive operazioni di recupero delle salme. Particolare rilievo assumono gli elenchi nominativi dei caduti, corredati da numeri di matricola, l’indicazione delle casse funerarie, delle sepolture effettuate e delle salme non identificate o non recuperate. La relazione non segue modelli prestabiliti né formulari amministrativi standardizzati, ma appare redatta per necessità immediata di attestazione, denuncia e conservazione della memoria dei fatti.
Dal punto di vista archivistico e storico, il testo si configura come un unicum: una relazione con valore probatorio e testimoniale, destinata a sottrarre l’evento del 20 luglio 1944 al rischio di una registrazione sommaria o meramente statistica delle perdite.

Le ricerche successive hanno inoltre consentito di ricostruire il destino postumo dei militari deceduti. La maggior parte dei caduti risulta inumato in prima sepoltura a Friedrichshafen il 25 luglio 1944. In epoca successiva, la maggior parte delle salme è stata esumata e traslata nel Cimitero Militare Italiano d’Onore di Monaco di Baviera, dove oggi riposano. Questo dato, emerso dall’incrocio delle fonti, conferisce ulteriore valore documentario alla relazione, che rappresenta il principale atto originario di registrazione dei decessi.

La pubblicazione integrale del documento intende pertanto restituire una fonte primaria rara e preziosa nella sua forma originale, offrendo agli studiosi uno strumento essenziale per la ricostruzione puntuale di un evento specifico e per la verifica delle successive pratiche di sepoltura e traslazione dei militari italiani periti a Friedrichshafen nel luglio 1944.







PROTESTA E DENUNCIA ALL’AMBASCIATORE REPUBBLICANO FASCISTA IN BERLINO.
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Relazione sulla morte di 96 militari Italiani internati del “Lager 87001 e 87001/2” avvenuta per causa di bombardamento aereo il 20 luglio 1944.
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Il giorno 20 luglio 1944, come di consueto, i militari dell’Arb.Kdo 87001 e 87001/2 furono accompagnati a lavorare nello stabilimento Maybach di Friedrichshafen in numero di 185. Alle ore 11 circa suonò l’allarme aereo. Tutte le maestranze dello stabilimento si precipitarono fuori di esso per allontanarsi il più possibile da quell’obiettivo bellico. Ai militari italiani, e solo ad essi, come sempre fu impedito di uscire. Essi in caso di allarme avevano l’ordine tassativo di riunirsi tutti in un sotterraneo dello stabilimento adibito a rifugio. (Detto giorno invece di riunirsi tutti in detto sotterraneo) mentre in questo si recò la maggior parte di essi, altri si recarono in un rifugio di nuova costruzione, ad altri si sparsero qua e là dentro lo stabilimento in luoghi da essi creduti più sicuri. Solo una minima parte non riconosciuta alla porta riuscì a lasciare lo stabilimento ed allontanarsi da questo.

Circa quindici minuti dopo il suono dell’allarme apparvero i primi bombardieri e furono sganciate le prime bombe. Il sotterraneo di cui sopra ed il rifugio di nuova costruzione furono colpiti durante la prima ondata.

I camerati che si trovavano vicini alle uscite poterono, più o meno gravemente feriti o contusi, lasciare quei luoghi e ripararsi in altri siti. Con le ondate successive, che in totale furono quattro, i due rifugi furono nuovamente colpiti e tutti coloro che vi si trovavano perirono miseramente.

Coloro che erano rifugiati in altri luoghi dello stabilimento, rimasti illesi, scomparsi gli aerei, accorsero subito presso i rifugi colpiti sperando di poter salvare qualche camerata, ma eccettuato il salvataggio di un camerata che si trovava sotto le macerie dell’uscita del sotterraneo adibito a rifugio, ogni soccorso immediato per gli altri fu vano.

Fu iniziato subito e solo da militari italiani superstiti lo sgombero delle macerie, lavoro che sin dall’inizio si presentò lungo e faticosissimo, specialmente per il sotterraneo situato in parte sotto una costruzione di cemento armato di due piani, completamente crollato.

Il lavoro si presentava meno faticoso per il rifugio di nuova costruzione, costruito in terreno molle ed allo scoperto. La sera dello stesso giorno del bombardamento furono estratte le prime salme dalle macerie e precisamente quelle che si trovavano in prossimità delle buche scavate dallo scoppio delle bombe. Questi corpi, come può immaginarsi, davano segni di una morte immediata causata da schiacciamento. Le salme invece estratte nei giorni successivi dal sotterraneo presentavano sintomi di soffocamento ed alcune di soffocamento e schiacciamento insieme. Ciò fa supporre che alcuni camerati siano rimasti soffocati dopo la prima ondata di bombardieri per la rottura delle numerose condutture di gas, aria compressa, acqua, elettricità ecc. che erano installate nel sotterraneo e che successivamente con la caduta di altre bombe siano rimasti schiacciati. Alcuni corpi sono stati trovati carbonizzati per la rottura dei condotti di corrente ad alta tensione. Le salme estratte dal rifugio di nuova costruzione in numero di nove davano tutti segno di schiacciamento.

Sono state estratte dalle macerie ed identificate le salme dei seguenti camerati, racchiuse nelle casse a fianco di ognuno segnate, interrate nel cimitero di Friedrichshafen.

N. Matricola Cognome Nome   N. Matricola Cognome Nome
1 41227 BOLPAGNI Angelo   21 40897 TOSOLINI Giuseppe
2 40894 PIVIDORI Otello   22 40773 SOLARI Ernesto
3 40912 ANDREOLETTI Giuseppe   24 40734 ALFIERI Mario
5 40851 CRAGNOLINI Italico   25 40631 PROVINI Guido
6 40362 VIVIANI Giacomo   26 40584 BRIGANTI Giorgio
7 40364 MARCOVECCHIO Vicenzo   27 40621 BROUŽI CARLO
8 40162 SOLA Remo   28 40360 MLACAR Cirillo
9 40547 SAGNI Pompeo   30 40758 MATTIUZ Federico
10 40043 AMPEZZAN Mansueto   31 40523 LAVIOSA Otello
11 40853 BARACETTI Guido   32 40881 PEBORARO Adelchi
12 40972 GALEAZZI Vittorio   33 40665 LEGRENZI Giovanni
13 40925 ZAMMARIAN Zoilo   34 40924 POLONIA Giuseppe
14 40737 CATRONE Iames   36 40686 PEDRAZZINI Ferruccio
15 40555 MASCHETTI Renato   37 40614 BAVECCHI Attilio
16 41158 CROCI Celeste   38 51600 DI MURRO Angelo
17 40347 MONTANELLA Luigi   40 40898 GOTTARDO Carlo
18 40860 MILANI Virginio   41 41242 POLETTI Giuseppe
19 40334 OLIVIERI Severino   42 40612 ROVERA Luigi
43 40934 DANELON Aristide   69 15972 GARAVINI Emilio
44 40519 GALLI Bruno   70 40462 MUCHETTI Abramo
45 40319 ASCIONE Luigi   71 40489 LUISELLI Ennio
46 41282 ARIOTTO Cesare   72 40935 ARMI Otello
47 40591 MAIOCCHI Ermenegildo   73 40564 CARRIERI Pietro
48 40893 DI LUCA Vittorio   74 40501 ANTONELLI Giuseppe
49 41149 LANZAVECCHIA Luigi   75 41027 SOLARI Rinaldo
50 40795 CHIESA Serafino   76 40605 FRIGIDI Fosco
51 40892 ZUGLIANI Guido   77 40730 FIASCHI Giotto
52 40896 DRIUSSI Vittorio   78 40875 MORANDINI Vittorio
54 41006 TREVIS Giuseppe   79 40759 DIAMBRI Angelo
55 75463 DETREVO Giovanni   80 40390 CARRARA Giovanni
56 40385 ZADDAS Luigino   81 40877 CARBONI FERO Giuseppe
57 40916 CARAMINI Giuseppe   82 40285 BRESSO Pietro
58 40016 BOCCHIARDI Giulio   83 40316 MAZZA Ezio
59 40424 MAESTRI Everardo   84 40880 ELLERO Onorio
60 40691 OVISANI Giuseppe   85 40396 STANGALINI Angelo
61 40568 BOTTICELLI Ugo   86 40421 BERNARDI Guido
62 41152 MARRA Donato   87 40248 CASALI Quinto
63 40895 AMBROSINI Gino   88 40838 CASARZA Tarcisio
64 15761 GASPARRO Antonio   89 41041 CHAMONAL Giacomo
65 40786 ZAMPA Alberto   90 47308 SANTANGELO Salvatore
66 52400 SEVERIN Adelio   91 41069 BELFIORE Giuseppe
68 15763 RISA Luigi          

Friedrichshafen, aprile 1944. La fabbrica di motori Maybach, l'hangar Luftschiffbau Zeppelin e 60 capanne mostrano gravi danni dovuti al bombardamento.


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Nota finale del documento

Non è stato possibile identificare le salme racchiuse nelle seguenti casse, anche esse interrate nel Cimitero di Friedrichshafen: cassa n. 3 – 23 – 29 – 35 – 39 – 53 – 92 – 20 – 67.

Non è stato possibile il recupero di n. 3 (tre) corpi, di cui due si pensa siano stati presi in pieno dallo scoppio delle bombe, ed uno sia stato inumato come appartenente ad un operaio civile della Maybach e per tale riconosciuto dalla Polizia. Secondo alcuni documenti rinvenuti nel luogo da cui fu estratta quest’ultima salma, essa dovrebbe appartenere al Serg. Magg. CELLA Emilio. Si fa presente che il corpo era irriconoscibile perché in parte carbonizzato.

Pertanto complessivamente non sono stati identificati i corpi dei seguenti militari periti in quel macabro sotterraneo; la morte dei quali è stata accertata per mezzo di testimonianze: 40235 ABENA Giuseppe – 40359 OTTAVIANO Edmondo – 40386 TOSINI Gino – 40420 CHILA Emilio – 40715 MARESTRI Carlo – 40731 GALLO Augusto – 41080 PALLAVICINI Natale – 40967 GUSATTO ANGELO – 15756 DI MARDO Angelo – 40584 LENARDUZZI Mario – 40867 ANTONETTI Remigio.

Come è già stato detto nella presente relazione alcuni camerati furono più o meno gravemente feriti. I feriti leggeri furono curati presso l’infermeria del campo, quelli gravi furono trasportati all’Ospedale di Ravensburg. Fra questi ultimi uno è deceduto lo stesso giorno del bombardamento e precisamente il militare DE AMBROGIO Luigi matricola n. 41015. La salma ha avuto sepoltura nel cimitero di quella località.

Lo stesso giorno 20/7/1944 una bomba cadde su un gruppo di camerati nel campo 87001/2 uccidendone cinque di essi e facendone gravemente tre che furono trasportati all’Ospedale di Ravensburg. I nomi dei cinque deceduti sono inclusi negli elenchi sopraccitati.

Uno dei tre gravemente feriti e precisamente il camerata SABATTI Pasquale matricola n. 49569 è deceduto all’Ospedale di Ravensburg il 25/7/1944 e la di lui salma ha avuto sepoltura in quella località.

Tutte le salme in grado di essere riconosciute sono state identificate dai seguenti militari internati:
Maresciallo PREVIGNANO Isidoro – Serg. Magg. LAZZARINI Pietro – Serg. Scaglia Enrico – Sergente SOLDANI Dr. Enzo – Sergente BACCHINI Lino, che posero la loro firma ed indicarono il domicilio in Patria in calce alla presente relazione.

Detti camerati testimoniano anche che i fatti si sono svolti come sopradescritti.

Questo documento è stato redatto in duplice copia.
Una copia è in possesso del Maresciallo PREVIGNANO Isidoro, Fiduciario del Campo 87001, ed una copia in possesso del Sottoscritto Fiduciario del Campo 87001/2.

Friedrichshafen, 5 Agosto 1944

IL FIDUCIARIO DEL CAMPO
(Maresc. Prevignano Isidoro)

 

 

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