Brigata Regina

 

 

 (9° e 10° Fanteria)

 Sede dei reggimenti in pace: 9° FanteriaTaranto10° FanteriaBari.

Distretti di reclutamento: Bari, Belluno, Bologna, Cefalù, Firenze, 
                                    Monza, Parma, Sacile, Salerno, Taranto.

 

ANNO 1915.

      La brigata Regina venne destinata fin dall’inizio della guerra sulla fronte dell’Isonzo e quivi stette per due anni interi prendendo parte a tutti gli avvenimenti più importanti. In modo particolare essa lega il suo nome, alla zona del S. Michele.
     Il 6 giugno la brigata inizia le operazioni, coll'attacco e la conquista di M. Fortin, durante Ia battaglia dell’Isonzo (23 giugno - 7 luglio), passa l’Isonzo a Sdraussina e conquista le pendici del S. Michele, dal fiume fin presso q. 170.
     Il 18 luglio (2battaglia dell’Isonzo) il 10° fanteria, in una violenta irruzione conquista q. 170, vi cattura 350 prigionieri e tenacemente la difende contro i violenti contrattacchi nemici; lo stesso giorno il 9° fanteria strappa al nemico la trincea, denominata coi numeri I, 2, 3, ed il margine del bosco Cappuccio.
     Il 20 il II e III battaglione del 9° ed il I e III del 10° assieme al IX battaglione bersaglieri ciclisti attaccano le forti e ben munite posizioni avversarie della vetta del S. Michele e con mirabile slancio la conquistano catturando un migliaio di austriaci.
     All’alba del 21 il nemico, forte di otto battaglioni, dopo un violento concentramento di fuoco contrattacca quella ch'esso chiama “l' indispensabile posizione del S. Michele”. Resistono eroicamente i battaglioni italiani, ma alla fine, stanchi dalla lunga lotta sostenuta sotto la incessante reazione nemica, privi di rinforzi abbandonano la cresta del S. Michele e ripiegano sulle posizioni di q. 170, dove il contrattacco nemico può essere arrestato.
     Sulle posizioni di q. 170 e q. 140 i bianchi fanti della Regina non solo reagiscono agli ostinati contrattacchi del nemico, ma il 22, con pari costanza ne sostengono e infrangono uno più violento catturando agli assalitori un migliaio di prigionieri.
     Quale sia stato l’accanimento nei cinque giorni di lotta, dal 18 al 22 luglio, lo dimostrano le gravi perdite riportate dalla brigata (36 ufficiali e 1233 uomini di truppa).
     Un contributo di sangue anche maggiore essa dà nella 3a e 4a battaglia dell’Isonzo (18 ottobre-4 novembre; 10 novembre- 5 dicembre) - Già in linea dal 24 ottobre nelle trincee fronteggianti Cima 4, la brigata, ha per obbiettivo S. Martino del Carso, contro il quale nei giorni 24 e 28 ottobre- 1 e 2 novembre ripete, sempre col suo meraviglioso slancio, sanguinosi attacchi, che le consentono di portarsi fino a quasi 250 metri dall’abitato, perdendo circa 1500 uomini di cui 65 ufficiali.
     Durante la 4a battaglia la brigata Regina è in posizione nelle trincee di “Bosco Lancia” e deve ancora una volta operare in direzione di S. Martino. Nei giorni 10, 11 e 12 novembre ne espugna, a prezzo di non lievi sacrifizi, il Fortino; il 18, 19 e 20, continuando nella lotta ostinata, occupa ancora qualche altro elemento di trincea e fino al 27 dicembre mantiene viva la sua pressione sul nemico. Dal 10 al 20 novembre la brigata ha perduto altri 1164 uomini, dei quali 42 ufficiali.

ANNO 1916.

      Dopo una breve sosta in zona di riposo la brigata, dal gennaio al marzo, alterna i suoi reggimenti nelle trincee del “Bosco Lancia” e riprende la sua attività guerresca, che si protrae per tutto l’anno con esemplare spirito aggressivo.
     Durante la 5a battaglia dell’Isonzo, il 13 marzo elementi scelti del II battaglione del 9° danno l'assa1to al Ridottino di q. 171 e l’occupano con la cattura di circa un centinaio di prigionieri; il 13 e il 14 è il III battaglione del 10° che, sostituito nella posizione conquistata il precedente battaglione, rintuzza e frustra i primi contrattacchi nemici. Senonché alle ore 22 del 14 l’avversario ne sferra un altro assai più vigoroso, tempesta la trincea con rabbioso tiro di artiglieria, lancia gas lacrimogeni e costringe i difensori a cedere. Il giorno seguente il III battaglione del 9° tenta indarno di riconquistare il Ridottino.
     In seguito i reggimenti si avvicendano in trincea nello stesso settore e, tranne qualche piccola azione offensiva di carattere locale, tendente a saggiare i nemico, non si registrano avvenimenti notevoli fino al 29 giugno, giorno memorando nei fasti dei fanti della Regina, sorpresi dagli effetti letali dei gas asfissianti, nuovo inumano mezzo di lotta esperimentato dal nemico.
     Preparato da lunga pezza, con meticolosa cura, l’azione coi gas venefici mirava a ricacciare i nostri soldati oltre l'Isonzo e a liberare il nemico dalla nostra continua e crescente pressione.
     I gas velenosi furono lanciati improvvisamente poco dopo le ore 5 del 29 da appositi recipienti installati nelle trincee. Il settore della 21divisione (S. Martino-q. 164) tenuto dalle brigate Pisa e Regina, viene investito in pieno; la densa nube bianco-giallognola di straordinaria potenza venefica, avanzando supera il rialto del Cappuccio e di q. 194 (ridotto “Regina”), discende ed invade le bassure, le conche, il bosco triangolare, il bosco Lancia e dilaga giù verso l’Isonzo e Sagrado, seminando nella sua micidiale corsa la strage e la morte.
     La prima difesa nella zona della 21a divisione è opposta dal 10° fanteria, il quale ha in linea il I e III battaglione. Il comandante del reggimento ed il comandante della brigata accorrono subito verso la prima linea, sospingendo e rianimando gli uomini che storditi e attossicati retrocedono: questo pronto intervento rende possibile una prima difesa nel settore Regina (q. 194) nel quale l’avanzata del nemico è contenuta.
     La prima ondata avversaria era infatti venuta avanti, e, procedendo a piccolissimi gruppi, aveva già occupato tutta la prima trincea seminata di uomini svenuti incapaci di ogni reazione. La seconda ondata spinge la prima: pattuglie nemiche scendono audaci per i camminamenti e, imbaldanzite dal primo successo, si avventurano più oltre: ma non fanno più ritorno. Superato infatti il primo momento di sbigottimento gli intrepidi fanti corrono alle difese. Le pattuglie italiane aggirano i nuclei nemici; la pressione si fa a poco a poco più incalzante; su tutti i settori i nostri riattaccano e premono sui fianchi e alle spalle gli invasori. Dopo accanita lotta, questi isolati, disorientati, avviliti, uno alla volta, cedono le armi.
     Il comandante del 10° fanteria personalmente guidando al contrattacco i resti del suo reggimento e i rincalzi che il comando di brigata gli invia tempestivamente, rioccupa, così la prima linea e, ristabilita la situazione sul suo settore, tiene in iscacco il nemico anche in quello contiguo della brigata Pisa, finché, sopravvenute altre truppe, l'avversario è definitivamente respinto.
     Le perdite inflitte al 10° fanteria nella calamitosa, ma gloriosa giornata, furono assai gravi e in massima parte dovute all’azione venefica dei gas:
     Ufficiali : morti 34 - feriti 14
     Truppa: id. 1286 - id. 162 - dispersi 170
     Per le prove di valore ed ardimento date dalle truppe in questa azione e durante gli attacchi del 1915 e del marzo del 16, per cui i reggimenti della brigata “resero col loro sangue sacro alla Patria il M. S. Michele e le sue balze” fu concessa alle loro Bandiere la medaglia d’oro al valor militare.
     Riprese le operazioni sulla fronte della 3° Armata la brigata Regina, che presidiava col 9° le trincee ove aveva subito l'ecatombe dei gas, partecipa alla 6a battaglia dell’Isonzo (6-17 agosto), anche col 10° ricostituitosi in meno d’un mese. All'inizio fa solo azioni dimostrative. Ma nella notte sul 10 agosto strappa al nemico le trincee dello Sperone e del Fortino e, in seguito alla conquista totale della testa di ponte di Gorizia e delle quattro cime del S. Michele, essa si lancia all’inseguimento con l’ordine di avanzare senz’altro sulla fronte Vizintini-Devetaki. Il giorno 12 conquista Oppacchiasella, sul ciglio opposto del Vallone, nonostante il vivo fuoco dell’artiglieria avversaria.
     Dopo un brevissimo periodo di riordinamento, il giorno 29 è ricondotta in linea nel settore di Oppacchiasella.
     Il 13 settembre si riunisce nei pressi di Devetaki per prendere parte, insieme alla brigata Pisa, alla 7a battaglia (14-18 settembre), nella quale è ad esse assegnato come obbiettivo l’avvolgimento delle posizioni di Lokvica e la conquista del Pecinka.
     Il 14, all’inizio delle operazioni, la Regina è schierata per ala a cavallo della rotabile q. 87-q. 187, in riserva; il 15 entra in azione senza per altro impegnarsi a fondo; il 16 insieme a reparti della brigata Pisa, alcune compagnie del 9° riescono ad oltrepassare i reticolati e a raggiungere le trincee nemiche, sulle quali gli avversari oppongono una fiera resistenza, che non può essere superata.
     L’attacco vien rinnovato il 17. Mentre reparti del 10° tentano invano di vincere la resistenza avversaria, il III battaglione del 9° con un brillante assalto, conquista la trincea entro la quale, il nemico riavutosi dalla sorpresa della fulminea irruzione, li tempesta con vivo lancio di bombe a mano. Due compagnie del I battaglione, guidate dallo stesso comandante del reggimento, che è stato l’anima di tutto l’attacco, cercano di portare in tempo aiuto al III battaglione, che ripetutamente contrattaccato dall’avversario, è costretto ad abbandonare la trincea conquistata e tenuta per oltre due ore. Né il suo ripiegamento può essere arrestato dalle compagnie del I battaglione, le quali, scosse dalla perdita del colonnello Stennio (medaglia d’oro) caduto gloriosamente sul campo, ripiegano anch’esse.
     Il tentativo, che nella sola giornata del 17 è costato al 9° reggimento 583 perdite delle quali 19 ufficiali, viene ritentato nell' 8a battaglia dell’Isonzo (9-12 ottobre) da tutta la brigata, rimasta ininterrottamente in linea. Le posizioni di Lokvica vengono investite con grande slancio e la prima linea nemica, nel pressi del villaggio omonimo, è occupata dai nostri il 10 ottobre, primo giorno di lotta. Il successo però non è duraturo, poiché prima di sera l'avversario contrattacca con forze soverchianti e costringe i reparti della Regina, dopo lunga e disperata lotta, a ripiegare sulle trincee di partenza; né i rinnovati attacchi del giorno seguente fruttano ai nostri alcun altro vantaggio.
     Il 20 ottobre, la brigata Regina, lasciato il Carso così abbondantemente bagnato del sangue dei suoi prodi, raggiunge il settore But-Degano (Zona Carnia) alla dipendenza della 26a divisione.

ANNO 1917.

      Rimasta in Carnia circa quattro mesi, la brigata il 28 febbraio è ricondotta sulla fronte dell'Isonzo; il 20 marzo entra in linea ancora con la 21a divisione, nel settore Volkovniak e il 6 dello stesso mese viene attaccata con violenza dal nemico, il quale, dopo avere bombardato intensamente le posizioni di q. 126-Raccogliano, le assalta e riesce ad occuparle e mantenerle in gran parte, nonostante la strenua difesa e la pronta reazione del 10° fanteria.
     La brigata perciò ripiega sulla linea Vertoce q. 284, da dove nella10a battaglia (12 maggio-8 giugno) rinnova gli attacchi per riprendere le posizioni perdute. La sorte però non è propizia, nonostante gli accaniti attacchi sferrati dal 10° fanteria, il quale riesce solamente a raggiungere le pendici di quota 126, appoggiandovisi tenacemente. Tuttavia non potendo restare in così precaria e grave situazione, sottoposto al continuo e violento tiro avversario, il reggimento ripiega sulla linea di partenza. L’altro reggimento della brigata, il 9° fanteria, combatte intanto a fianco della brigata Pisa per la conquista di q. 263, ma, con pari avversa sorte, vede esaurito ogni suo sforzo per l’efficace resistenza del nemico favorito dalla bontà delle posizioni.
     Sospesi gli attacchi, la brigata si riunisce a S. Maria la Longa, per riordinarsi; e dopo una quindicina di giorni passa nel territorio della 6a Armata a Bassano (il 1° giugno). Il 19 si raccoglie presso Malga Pastori, a disposizione della 52a divisione, e partecipa alla aspra lotta sul M. Ortigara, ove il giorno 19 il magnifico slancio degli alpini del I e IX gruppo e dei fanti della brigata Piemonte ci aveva procurato la conquista di q. 2105. La brigata Regina, lasciato il 9° fanteria con la riserva generale dietro Cima della Campanella, schiera il 10° lungo la linea: passo dell’Agnella-M. Ortigara-M. Ponari; il I battaglione prende posizione con gli alpini del battaglione Bassano nel settore centrale (q. 2101-2105) il II in rincalzo; il III col battaglione Stelvio in rincalzo dei battaglioni alpini Arroscia e Bicocca, nel settore di M. Ponari. 
     Il 25 giugno il nemico, rimessosi dal colpo ricevuto, sferra un poderoso contrattacco: alle ore 2,30, dopo un violento bombardamento, irrompe fulmineo nelle posizioni occupate dagli italiani e prima che questi possano riaversi dalla sorpresa, riesce a penetrare in due tratti avvolgendo, quasi completamente, il saliente dell’Ortigara (settore del centro e di sinistra). Il II battaglione del 10° riesce a sfuggire all’avvolgimento e coi rimanenti reparti del reggimento e con gli alpini dello Stelvio contrattacca violentemente, riuscendo a contenere l’attacco del nemico.
     Intanto la 52divisione organizza un nuovo e più forte contrattacco al quale partecipa anche il 9° fanteria: alle ore 20 tre colonne puntano verso le posizioni perdute: a destra, i battaglioni alpini Spluga e Tirano col III del 90°; al centro i battaglioni alpini Cuneo e Marmolada col I e II del 9°; a sinistra i battaglioni alpini Ceva, Tirano, Stelvio col III del 10° fanteria. L’irruzione è magnifica lo slancio parimente mirabile, ma l'accanimento e la resistenza dell’avversario non vengono superati; sicché l’attacco, protrattosi per tutta la notte, viene sospeso al mattino.
     Alla fine di giugno la brigata, sostituita in linea, si porta nelle immediate retrovie per riordinarsi; il 12 luglio ritorna in trincea a M. Zebio e vi rimane fino al novembre, epoca nella quale, a causa della ritirata dalla fronte Giulia, si rende inevitabile anche nella regione degli altipiani un nostro parziale ripiegamento.
     La brigata Regina si schiera il 9 novembre sulla estesa fronte Meletta di Gallio-Meletta davanti-M. Fior-Castelgomberto e vi sostiene continui aspri combattimenti.
     L’11 novembre il nemico attacca e conquista la Meletta di Gallio, ove è a presidio una compagnia del 9°, la quale, per altro, con pronto contrattacco svolto assieme a reparti arditi dell’altro reggimento e ad una compagnia mitragliatrici di brigata, riconquista la posizione. Attorno ad essa la lotta pare subisca una breve sosta, ma viene ripresa il giorno dopo con maggiore accanimento: infatti nella notte sul 13 gli austriaci, ritornati all’attacco, riescono ad accerchiare e sopraffare le due compagnie del 9°, presidianti la Meletta e, di fronte alla forte pressione avversaria, la difesa vien portata sulla linea M. Zomo—Stekfle-Sisemol. La brigata ha l'arduo compito di presidiarne e difenderne il tratto M. Zomo-Meletta davanti: per tutta la giornata del 13 essa è insistentemente tormentata da violento bombardamento avversario; verso sera gli austriaci, col favore della notte e di una impetuosa tormenta, sferrano un nuovo attacco sulla Meletta davanti e riescono ad aver ragione della difesa sopraffacendo i reparti del 9°, insieme ad elementi del 10°, coinvolti nella mischia.
     La resistenza dei reparti continua invece tenace ed ostinata su q. 1704 Casera Meletta davanti, da dove, i reparti stessi, contrattaccando audacemente, riescono a riconquistare in parte le posizioni perdute.
     Ciò non pertanto nella zona la situazione va sempre più diventando grave: il 15, di fronte ai continui poderosi attacchi del nemico, i nostri sono costretti, dopo una strenua resistenza, ad abbandonare la linea di Casera Meletta non senza però arginare e contenere l‘avanzata nemica sul tratto che dalle pendici orientali delle Melette va a Castelgomberto per V. Miela e M. Fior.
     Dopo un breve periodo di riordinamento (18 novembre- 5 dicembre), la brigata è di nuovo in linea. Il 5 dicembre il 9° va in rinforzo alla brigata Liguria sulla fronte tra M. Zomo e Meletta davanti; il 10° si schiera sulle pendici di M. Badenecche prima, e poi si porta a sbarrare Val Frenzela, per trasferirsi finalmente il 18 in Val Rovina. Il I e II battaglione, combattendo assieme alla brigata Toscana e contrattaccando più volte a Col del Rosso ed a Col d'Echele, riescono ad arrestare l’offensiva austriaca, il II battaglione invece lotta insieme col 5° reggimento bersaglieri per la riconquista di M. Melago. Quivi la lotta assume carattere di particolare violenza e si svolge sanguinosa nella notte sul 25, finché all’alba gli austriaci non sono ricacciati da quelle importanti posizioni.
     La brigata il 30 dicembre si riunisce nella zona di campi di Mezza Via.

ANNO 1918.

      Non trascorre molto tempo che i reggimenti della “Regina” sono ricondotti in linea. Dal I° gennaio al 21 maggio essi, ora con la 33ed ora con la 10a e con la 2a divisione, compiono, alternato con turni di riposo, servizio di trincea in vari settori (M. Echar, Col dei Nosellari, Col d’Astiago, sbarramenti di Val Brenta) senza prendere parte ad avvenimenti notevoli.
     All’inizio della grande battaglia del Piave, la brigata trovasi in Val Rovina. Per quanto la potente offensiva austriaca sugli altipiani siasi, nel complesso, fin dal giorno 15 infranta contro il valore e la resistenza dei nostri e delle divisioni alleate, tuttavia nei giorni successivi si svolgono continui e forti contrattacchi per ristabilire interamente la situazione iniziale sulle posizioni di Costalunga, Col del Rosso e Val Bella, ove il nemico è riuscito a por piede.
     I fanti della Regina vengono quindi ricondotti su quelle aspre posizioni, ove hanno già con tanta tenacia lottato per contrastare il passo all’avversario. Il 19 giugno si schierano sul tratto Costalunga— Busa del Termine e la loro attività aggressiva viene ripresa, dapprima con ricognizioni e poi con vigorosi attacchi, contro le posizioni di M. Val Bella.
     Il primo assalto vien dato il 24 da tre compagnie del 10°, le quali riescono a penetrare nel fortissimo ridotto, ma sono respinte da un contrattacco in forze dell’avversario.
     Il 29 il III battag1ione del 9°, con una compagnia del 3° bersaglieri ed una czeco-slovacca, opera contro lo stesso obbiettivo, mentre altri reparti del XIII Corpo d’Armata tentano di ripristinare la situazione generale, strappando al nemico i trinceramenti di Col del Rosso e di Col d’Echele. Lo slancio dei nostri sul M. Val Bella è mirabile: il loro attacco, sferrato con decisione e prontezza, fa cadere nelle nostre mani le formidabili posizioni con circa 800 avversari; qualche breve elemento di trincea rimasto al nemico, gli viene infine ritolto il 2 luglio da alcune squadre di arditi del 10° in una improvvisa e rapida irruzione.
     L’espugnazione del M. Val Bella ha fruttato alle Bandiere dei due reggimenti la medaglia di bronzo al valor militare.
     Con queste azioni può dirsi chiuso il periodo di attività bellica della brigata Regina, la quale, benché fino all’ottobre compia delle piccole azioni offensive e di ricognizione (occupazione di Rivalto, di Col Sancin e dell'abitato di Sasso Stefani), tuttavia non si impegna più a fondo fino alla cessazione delle ostilità.
     Essa, infatti, durante la ultima nostra offensiva (Vittorio Veneto: 24 ottobre-4 novembre) rimane sempre in riserva o di rincalzo ad altre unità; passa il Piave il 30 ottobre presso Abbazia di Vidor e il 3 novembre giunge a Pieve di Soligo, ove, avvenuto l’armistizio, rimane fino all’8 novembre.

RICOMPENSE.

MEDAGLIA D’ORO.

 Alle Bandiere dei Reggimenti della Brigata Regina (9° - 10°):

      “Con mirabile energia e tenacia, ora muovendo all’attacco, ora resistendo a violenti ed insidiosi assalti nemici, resero col loro sangue, sacro alla Patria il M. S. Michele e le sue balze. (Luglio-ottobre 1915 - marzo-giugno 1916)”.

(Boll. Uff., anno 1916, disp. 66).

MEDAGLIA DI BRONZO.

 Alla Bandiera del 9° Reggimento Fanteria:

      "Per l’irresistibile slancio e il grande valore dimostrati dal III battaglione nell’espugnazione di M. Val Bella e per l’incrollabile resistenza opposta, con successo, ai reiterati ritorni offensivi del nemico. (M. Val Bella 29 giugno 1918). Il II battaglione si era distinto a M. Melago (24-25 dicembre 1917)".

(Boll. Uff., anno 1920, disp. 47).

MEDAGLIA DI BRONZO.

 Alla Bandiera del 10° Reggimento Fanteria:

     “Per l’irresistibile slancio ed il grande valore dimostrati nell’espugnazione di M. Val Bella e per l’incrollabile resistenza opposta, con successo, ai reiterati ritorni offensivi del nemico. (M. Val Bella, 24-29 giugno 1918- 2 luglio 1918)”.

(Boll. Uff., anno 1921, disp. 71).

CITAZIONI SUI BOLLETTINI DI GUERRA DEL COMANDO SUPREMO.

 

BOLLETTINO DI GUERRA N. 293 (14 marzo 1916, ore 18).

      "In Valle Lagarina, attività delle artiglierie nemiche nella zona di Rovereto, con qualche danno agli abitati.
     Le nostre artiglierie dispersero lavoratori nemici, fra Selva e Levico, in Valle Sugana; sconvolsero le difese nemiche nell'alto Cordevole e in Val di Popena; colpirono colonne di salmerie presso Landro (Rienza) e bombardarono la stazione di Toblacco.
     Lungo la fronte dell’Isonzo, pioggia dirotta e nebbia ostacolarono anche ieri l’azione delle artiglierie, accrescendo la impraticabilità del terreno. Tuttavia con alto spirito offensivo le fanterie rinnovarono felici attacchi alle posizioni nemiche, specialmente alle falde del Sabotino tra S. Michele e S. Martino del Carso ad est di Monfalcone.
     I maggiori risultati si ebbero nella zona di S. Martino, ove le valorose fanterie della brigata Regina, dopo violenta e rapida preparazione delle artiglierie, espugnarono alla baionetta una forte ridotta, facendone prigionieri i difensori. Alla loro sinistra altri reparti irruppero sulle linee nemiche nei pressi della chiesa di S. Martino del Carso, devastandole. A sud est di S. Martino fu conquistato un caposaldo della difesa nemica detto “Dente del Groviglio”.
     Complessivamente nella giornata furono presi 254 prigionieri dei quali 5 ufficiali, e due mitragliatrici".

                                                                                                                                                                            Generale CADORNA.

 BOLLETTINO DI GUERRA N. 903 (13 novembre 1917, ore 13).

      "Sull’altopiano di Asiago, la notte sul 12, il nemico con rinnovate e maggiori forze ritentò l’attacco sulla fronte Gallio-M. Longara-Meletta di Gallio. Dopo asprissima lotta l’avversario, in un definitivo contrattacco venne respinto con gravissime perdite. Si distinsero per grandi bravure validamente sostenute dalle artiglierie di tutti i calibri il 9° reggimento fanteria (brigata Regina) e il battaglione alpini “Verona”. Nel pomeriggio di ieri intensi movimenti nemici a preparazione di nuovo attacco vennero efficacemente battuti dalle nostre artiglierie ed arrestati.
     Presso Camona (est di Asiago) i 16° riparto d’assalto attaccò un riparto nemico catturandolo e liberando alcuni nostri militari fatti prigionieri in azioni precedenti.
     Dal Brenta al basso Piave, le armate nemiche, la cui avanzata nei giorni scorsi è stata trattenuta da azioni di retroguardia od arrestata da interruzioni stradali sono venute via via occupando il territorio da noi sgombrato e si trovano ormai a contatto con le nostre linee di schieramento.
     A monte di S. Donà di Piave, all’alba di ieri, nuclei nemici mediante barconi riuscirono a passare sulla destra del fiume a Zenson per costituirvi una testa di ponte. Prontamente circondati dai nostri vennero contrattaccati e sospinti verso l’argine del fiume.
     Nella giornata di ieri, malgrado le avverse condizioni atmosferiche, numerosi nostri velivoli hanno bombardato accampamenti nemici sulla riva destra del Piave, e mitragliato da bassa quota truppe in marcia lungo le strade e l’argine del fiume".

                                                                                                                                              Generale DIAZ.

 BOLLETTINO Dl GUERRA N. 906 (16 novembre 1917, ore 13).

      "Sulla fronte montana dell’altopiano da Asiago alla Piave i combattimenti si sono sviluppati e continuano.
     Ieri l’avversario ha tenuto le nostre posizioni sotto intenso fuoco e sferrato violenti attacchi. Le nostre truppe sostenute dall’artiglieria, hanno resistito ovunque con grande bravura e contrattaccato con ardire, infliggendo molte perdite al nemico e catturando prigionieri. Tutte le posizioni sono restate in nostro possesso.
     Alla Meletta Davanti ed a M. Fior ha combattuto con l’usato valore la brigata Regina (9° e 10°) ; a M. Tondarecar, dove tre successivi attacchi vennero respinti, il battaglione alpini M. Marmolada ha mostrato la propria saldezza; agli sbarramenti di S. Marino in Val Brenta riparti avversari vennero ricacciati con molte perdite; a M. Prassolan, il riparto ripiegato da M. Roncone, ricevuti rinforzi, contrattaccò e respinse l’avversario che l’aveva premuto nel ripiegamento; al Monte Cornella la brigata Como (23° e 24°) con bella tenacia e con mirabile slancio resisté vittoriosamente al formidabile sforzo nemico durato dal pomeriggio alla mezzanotte.
     Ammassamenti di truppe nemiche a nord di Asiago e nel bosco di Gallio vennero bombardati dai nostri velivoli.
     In pianura, attraverso la Piave, sono continuate intense azioni di artiglieria.
     Dallo Stelvio all’Astico, qualche attività di fuoco; azioni locali di fanteria in val Giudicarie e val di Ledro.
     Nella giornata di ieri e nella notte aeroplani e dirigibili hanno ripetuto il bombardamento delle truppe nemiche lungo le linee fluviali e le vie d’accesso".

                                                                                                                                                       Generale DIAZ.

 BOLLETTINO DI GUERRA N. 1136 ( 3 luglio 1918, ore 13).

      "Sul basso Piave, nella giornata di ieri, eseguimmo una serie di energiche puntate e guadagnammo terreno nonostante l’ostinata resistenza del nemico che ha cercato di sfruttare tutti gli appigli dell’insidiosa zona, in parte allagata. Catturammo 1900 prigionieri, tra i quali 45 ufficiali, molte mitragliatrici, cannoncini da trincea e materiale vario.
     Nella regione a Nord-Ovest del Grappa, validamente contenuto un contrattacco avversario alla testata della Val S. Lorenzo, le brave truppe del IX Corpo d’armata si sono sistemate sulle posizioni da esse raggiunte ieri con grande slancio. Il numero totale dei prigionieri è salito a 25 ufficiali e 596 uomini di truppa; prendemmo inoltre 22 mitragliatrici e gran copia di materiale bellico.
     Sull’altopiano di Asiago, nuclei francesi riportarono alcuni prigionieri da un brillante colpo di mano nella regione di Zocchi.
     Nei combattimenti dei giorni scorsi sul M. di Val Bella, la brigata Regina (9° e 10°) ha avuto modo di mostrare ancora una volta la sua incrollabile resistenza ed il suo grande valore. 
     La condotta tenuta dal 45° fanteria (brigata Reggio) nelle giornate del 15 e 16 giugno sul Montello è stata riconosciuta così brillante da rendere il valoroso reggimento meritevole di speciale citazione".

                                                                                                                                        Generale DIAZ.

 
UFFICIALI MORTI IN COMBATTIMENTO, IN SEGUITO A FERITE O IN PRIGIONIA.
Grado Cognome e Nome Luogo di nascita Luogo e data di morte
9° Reggimento fanteria.
1 Colonn. Stennio Achille Genova Lokvica 19-09-1916
2 Ten Col. Billi Riccardo Bergamo S. Martino 09-08-1916
3 Maggiore Camozzini Giovanni Verona S. Michele 28-10-1915
4 Id. Gereschi Dante Cosenza Id. 02-11-1915
5 Id. Rojch francesco Cagliari Id. 25-10-1915
6 Capitano Amigoni Emilio / Val Sugana 06-12-1917
7 Id. Bazzi Carlo Milano Bosco Lancia 13-03-1916
8 Id. Bovolo Giovanni Vicoforte Id. 11-11-1915
9 Id. Chiaia Leonida Livorno Dosso Fajti 16-05-1917
10 Id. Cianchi Roberto Modena S. Michele 24-10-1915
11 Id. De Capraris Giuseppe S. Agata di Puglia Osp. Da c. 92, Romans 26-12-1915
12 Id. Fasanella Raimondo Napoli Peteano 20-04-1917
13 Id. Fico Nicola (disp.) Verbicaro (Cosenza) M. S. Michele 20-11-1915
14 Id. Giusti Egidio Taranto Locvika 17-09-1916
15 Id. Lurgo Cesare Montaldo Roero (Cuneo) M. Ortigara 17-06-1917
16 Id. Stevanini Giuseppe Verona Bosco Lancia 17-05-1916
17 Id. Zanchini Orlando Forlì S. Martino 20-08-1916
18 Tenente Allegretti Giovanni Chiaromonte Locvika 09-10-1916
19 Id. Coscia Raffaele Forenza (Caserta) Id. 25-12-1917
20 Id. Lopane Tullio Trani Dosso Fajti 16-05-1917
21 Id. Macaluso Matteo Palermo Osped. Da c. 006, Ajello 29-10-1915
22 Id. Magnante Rocco S. Mauro F. S. Michele 18-07-1915
23 Id. Magrone Umberto Molfetta Id. 21-07-1915
24 Id. Meneghello Pietro Padova Costalunga 29-06-1918
25 Id. Montano Saverio (medico) Lavello Bosco Lancia 13-03-1916
26 Id. Pagliarulo Francesco Putignano Pecinka 10-10-1916
27 Id. Razzetti Emanuele Chiavari Osp. Palmanova 26-10-1915
28 Id. Sodo Giuseppe Lecce Casa Grulli 25-12-1917
29 Id. Venditti Augusto Roma Osped. Da c. 007 07-07-1918
30 S. Ten. Anzoino Paolo Napoli M. Val Bella 29-06-1918
31 Id. Bagnini Giovanni S. Demetrio Vestini Bosco Lancia 21-12-1915
32 Id. Barbera Domenico Caltabellotta M. Val Bella 30-06-1918
33 Id. Caglià Pietro (disp.) / Id. 29-06-1918
34 Id. Calò Luciano Oria (Lecce) S. Michele 22-07-1915
35 Id. Carbonara Francesco Potenza Osp. Palmanova 02-07-1916
36 Id. Carlino Enrico Lecce 21a Sez. Sanità, Sagrado 13-08-1916
37 Id. Chalp Felice Oulx (Torino) Oppacchiasella 27-08-1916
38 Id. Chimirri Angelico Siracusa S. Michele 09-07-1915
39 Id. Cirillo Angelo Boscoreale (Napoli) Osped. da c. 76, Versa 14-08-1916
40 Id. De Caroli Silvio Collaretto (Cuneo) Marcottini 20-11-1915
41 Id. De Toma Salvatore Andria (Bari) Oppacchiasella 27-08-1916
42 Id. De Zio Francesco Ruvo di Puglia S. Michele 18-07-1915
43 Id. Di Brenzone Lanfranco Bizzozero (Como) Bosco Lancia 14-03-1916
44 Id. Ferri Leone Bibbiena S. Michele 24-10-1915
45 Id. Fojamini Ezio Sondrio Sagrado 22-01-1916
46 Id. Ghedinelli Tito Avenone (Brescia) Id. 09-08-1916
47 Id. Guasti Guido Fermo (Ascoli Piceno) Bosco Lancia 21-12-1915
48 Id. Lopizzo Michele Margherita di Savoia (Foggia) 28a Sez. Sanità, Sagrado 24-10-1915
49 Id. Martinez Clemente Trieste Bosco Lancia 13-03-1916
50 Id. Moscatelli Ezio Fano Marcottini 10-03-1916
51 Id. Pavoni Edmondo Potenza Oppacchiasella 13-08-1916
52 Id. Pugliese Gustavo Torino Osped. da c. 89 02-09-1917
53 Id. Quaresimini Costanzo Brescia Osped. da c. 92, Romans 12-12-1915
54 Id. Randino Corrado Noto (Siracusa) 21a Sez. Sanità, Sagrado 21-07-1916
55 Id. Ricasoli Alberto Firenze Osped. da c. 76, Jalmicco 18-11-1915
56 Id. Ruggeri Raffaele Matera S. Michele 18-07-1915
57 Id. Salerno Giorgio Stilo (R. Calabria) Osp. da c. 76, Versa 18-07-1915
58 Id. Salvatori Tito Manziana (Roma) Bosco Lancia 13-03-1916
59 Id. Serena Rodolfo Capri Sagrado 12-11-1915
60 Id. Sollima Giuseppe Radusa (Catania) Ambul. n. 4 17-09-1916
61 Id. Stendardo Giuseppe Napoli Q. 187, Oppacchiasella 10-10-1916
62 Id. Tisè Mario Taranto M.S. Michele 28-10-1915
63 Id. Troccoli Vito Bitetto (Bari) Id. 20-07-1915
64 Id. * Vozza Nicola Taranto S. Vito al Torre 12-08-1915
65 Aspiran. De Vita Smeraldo Tocco di Casauria (Chieti) Ridotta Regina 09-08-1916
66 Id. Di Giacomo Giuseppe Grottole Sagrado 10-11-1915
67 Id. Federici Ugo Marsciano (Perugia) Lokvica 10-10-1916
68 Id. Marchetti Silvio Roccaraso (Aquila) Sasso 25-12-1917
69 Id. Pagliano Diego Alezio (Lecce) 151a Rep. Someggiato 25-12-1917
70 Id. Peluso Francesco Taranto Lokvica 17-09-1916
71 Id. Prato Carlo Cuneo Q. 187, Oppacchiasella 17-09-1916
72 Id. Taverna Paolo Torino Carso 04-02-1917
Ufficiali morti per malattia
1 Tenente Camona Giuseppe Milano Osp. Da c. 243 15-08-1917
10° Reggimento fanteria.
1 Maggiore Milone Ettore Bari Osp. Da c. 76, Versa 29-06-1916
2 Id. Salvo Emilio Taggia (Porto Maurizio) M. S. Michele 21-07-1915
3 Capitano Alessi Giuseppe Messina Id. 29-06-1916
4 Id. Ancona Giulio Venezia Id. 21-07-1915
5 Id. Armellini Giovanni Alzano Maggiore (Bergamo) Id. 29-06-1916
6 Id. Degennaro Gaspare Molfetta M. Cappuccio 09-08-1916
7 Id. Patrono Pietro Mesagne (Lecce) S. Martino 28-10-1915
8 Id. Pesenti Antonio Bergamo Bosco Lancia 11-11-1915
9 Id. Piselli Luigi Milano M. Cappuccio 29-06-1916
10 Id. Ricigliano Nicola (disperso) Melfi M. Fior 14-11-1917
11 Id. Severini Severino Assisi Bosco Lancia 26-11-1915
12 Id. Simoni Giovanni Monopoli (Bari) 30a Sez. Sanità, Sagrado 25-10-1915
13 Id. Tamburrini Vito Ostuni (Lecce) Oppacchiasella 11-10-1916
14 Id. Urcioli Paolo Avellino M. Cappuccio 29-06-1916
15 Id. Veneziani francesco Bisceglie Bosco Cappuccino 10-11-1915
16 Tenente Bartolotta Antonio Mistretta (Messina) M. Val Bella 24-06-1918
17 Id. Danisi Luigi Palo del Colle (Bari) M. Cappuccio 29-06-1916
18 Id. De Felice Filippo Gioia del Colle Osp. Da c. 76, Versa 01-07-1916
19 Id. Delens Raniero (disp.) Rieti M. S. Michele 21-07-1915
20 Id. Iannibelli Arturo Uggiano la Chiesa M. Cappuccio 30-06-1916
21 Id. Kranaviter Giovanni Bergamo M. Ortigara 25-06-1917
22 Id. Nardone Pietro Putignano M. S. Michele 24-10-1915
23 Id. Tallarico Giuseppe Cicala (Catanzaro) M. Val Bella 24-06-1918
24 S. Ten. Alessandri Lodovico Bergamo M. Cappuccio 29-06-1916
25 Id. Azzariti Calisto Foggia S. Martino 24-10-1915
26 Id. Barberis carlo Castellazzo Bormida M. S. Michele 29-06-1916
27 Id. Barletta Giuseppe Monopoli (Bari) Id. 21-07-1915
28 Id. Barsi Pietro Firenze M. Cappuccio 29-06-1916
29 Id. Bersotti Adolfo Montecelio (Roma) Bosco Lancia 12-11-1915
30 Id. Bonaiuto Oscar Minturno (Caserta) Osp. Chir. Mob. C.R.I. 26-06-1918
31 Id. Bordiga Augusto Portici (Napoli) Osped. Da c. 80, Visco 01-07-1916
32 Id. Bortolotti Giovanni Taranto Bosco Cappuccio 12-11-1915
33 Id. Bresciani Mario Mira M. Cappuccio 30-06-1916
34 Id. Bruni Giuseppe Canneto di Bari Id. 29-06-1916
35 Id. Bufi Sergio Molfetta Id. 09-08-1916
36 Id. Calasuonno Francesco (disp.) Palo del Colle (Bari) M. S. Michele 21-07-1915
37 Id. Canepa Gilberto Voghera Bosco Lancia 12-11-1915
38 Id. Carlino Ettore Napoli S. Martino 24-10-1915
39 Id. Cesarò Giulio Portici (Napoli) Bosco Lancia 23-11-1915
40 Id. Ciapporelli Giosuè Como M. Cappuccio 29-06-1916
41 Id. Conte Giovanni Ischia Vizintini (Carso) 13-08-1916
42 Id. Danese Mario Pistoia Osped. Da c. 73, S. Vito 15-11-1915
43 Id. De Alcisio Vittorio Aquila 21a Sez. Sanità, Sagrado 12-11-1915
44 Id. De Giosa Nicola Bari M. Valbella 24-06-1918
45 Id. De Lorenzo Gregorio Laureana (R. Calabria) M. Cappuccio 18-06-1916
46 Id. De Toma Arturo Bari 22a Sez. Sanità 29-06-1916
47 Id. Ferrarolo Francesco Ficarra (Messina) M. Cappuccio 29-06-1916
48 Id. Ferrero Cesare Murisengo (Alessandria) M. Ortigara 25-06-1917
49 Id. Floridi Domenico Umbertide (Perugia) Osp. Da c. 76, Versa 13-08-1916
50 Id. Forte Angelo Maranola (Caserta) M. Fior 17-11-1917
51 Id. Galbiati Antonio Romano d.L. (Bergamo) Amb. n. 31, C.R.I. 29-06-1916
52 Id. Garzilli Michele Grumo Appula Malamatta (Isonzo) 15-06-1915
53 Id. Gidiuli Antonio Lecce M. S. Michele 09-07-1915
54 Id. Girardini Aldo Roma Amb. n. 31, C.R.I. 29-06-1916
55 Id. Izzo Ettore Napoli Bosco Lancia 10-11-1915
56 Id. Labruna Pasquale Brindisi Osped. Da c. 115 26-06-1917
57 Id. Lanfranchi Giacomo Taormina (Messina) Osp. Da c. 006, Ajello 14-11-1915
58 Id. Lenghi Arnaldo Brescia Amb. n. 31, C.R.I. 29-06-1916
59 Id. Livoti Vincenzo Furnari (Messina) Osped. Da c. 211 Udine 29-06-1916
60 Id. * Locascio Mariano Chiusa Solafani In prigionia p. f. 13-10-1916
61 Id. Loprete Domenico Brindisi 21a Sez. Sanità, Sagrado 21-07-1915
62 Id. Martini Guido Borgo S. L. M. Cappuccio 29-06-1916
63 Id. Maselli Giacinto Orta Nova (Foggia) Oppacchiasella 18-09-1916
64 Id. Monachesi Filippo Roma Bosco Cappuccio 13-11-1915
65 Id. Morali Vincenzo Verdello (Bergamo) Osped. Civ. Palmanova 01-07-1916
66 Id. Nincheri Fabio Sesto Fiorentino 21a Sez. Sanità, Sagrado 12-11-1915
67 Id. Nuzzi Trento S. Elpidio a Mare S. Martino 28-10-1915
68 Id. Ottolenghi Adolfo Fontevivo (Parma) Oppacchiasella 11-10-1916
69 Id. Pedaci Angelo Acquarica del Capo M. S. Michele 20-07-1915
70 Id. Peloso Salvatore Genova M. Cappuccio 29-06-1916
71 Id. Pennasilico Giuseppe Torre Annunziata S. Martino 30-10-1915
72 Id. * Perinelli Giulio S. Michele Osped. da c. 115 01-07-1917
73 Id. Puma Giacomo Catania Alture Bresciani 31-07-1918
74 Id. Rolleri Eugenio Crema M. Cappuccio 29-06-1916
75 Id. Romito Placido Messina Oppacchiasella 10-10-1916
76 Id. Ruggeri Roberto Castelmaggiore (Pisa) M. Cappuccio 29-06-1916
77 Id. Russo Federico Napoli Oppacchiasella 01-09-1916
78 Id. Salvietti Gaspare Id. M. Cappuccio 09-08-1916
79 Id. Trotta Girolamo Gravina Amb. Chir. n. 5 18-08-1916
80 Id. Viziani Arturo Parma S. Martino 24-10-1915
81 Aspiran. Cirillo Onofrio Toritto (Bari) 22a Sez. Sanità 29-06-1916
82 Id. Foscarini Gaetano Gallipoli M. Cappuccio 29-06-1916
83 Id. Giannace Gaetano Pisticci (Potenza) Id. 29-06-1916
84 Id. Hoffmann Mario Trieste Id. 29-06-1916
85 Id. Mazza Giacomo Livorno Id. 29-06-1916
86 Id. Modugno Domenico Bitonto (Bari) Id. 29-06-1916
87 Id. Monteduro Giorgio Nociglia S. Martino 01-11-1915
88 Id. Pittaluga Michele San Paolo (Brasile) M. Cappuccio 29-06-1916
89 Id. Pugliese Pasquale Bova (R. Calabria) 63a Sez. Sanità 29-06-1916
90 Id. Vasco Giacomo Monopoli (Bari) M. Fior (Trentino) 15-11-1917
Ufficiali morti per malattia
         
1 Capitano Paoli Paolo Firenze Crauglio 14-10-1915
2 Tenente Bisagni Alfredo Capua Osp. Udine 23-07-1917
3 S. Ten. Bucciarelli Vincenzo Sutrio Ospedaletto 35 23-12-1915
 

 

  MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE.

 9° REGGIMENTO FANTERIA.

 Maggiore CAMOZZINI CARLO, da Verona:

      “Costante e fulgido esempio di coraggio a tutta prova calmo e sereno sempre anche nei momenti più critici, gagliarda tempra di soldato e distinto ufficiale superiore, seppe sempre infondere nei suoi dipendenti la calma, la fiducia, l’ardire, segnalandosi in tutte le occasioni per il suo grande valore. Nella speciale circostanza in cui una granata nemica di grosso calibro colpiva in pieno la bandiera del reggimento e quattro militari che le erano dappresso, con calma mirabile, e sempre sotto l’intenso fuoco nemico, date pronte disposizioni per ricuperarne i gloriosi avanzi, muoveva a rincalzo di altri reparti del reggimento impegnati nell’azione e, nonostante la critica situazione, teneva testa al nemico. Pochi giorni dopo, mentre, col consueto ardire, trascinava il suo battaglione all’attacco delle posizioni avversarie, cadeva eroicamente sul campo”. — San Michele del Carso, 24-28 ottobre 1915.

(Boll. Uff. anno 1916, disp. 87).

 Capitano BAZZI CARLO, da Milano:

      “Alla testa del proprio reparto, con mirabile e cosciente ardimento, irrompeva, entrandovi per primo, in un saldo trinceramento nemico, impadronendosene e catturandone i difensori ed una mitragliatrice. Contrattaccato da forze superiori, diede intelligenti disposizioni per la resistenza, riuscendo a respingere l’attacco. Mentre più accanito era il combattimento, egli, bell’esempio di italiche virtù militari, sdegnoso d’ogni riparo, dall’alto della trincea, imbracciando un fucile, incitava i propri dipendenti alla resistenza, finché, colpito alla fronte, suggellava con una morte gloriosa il suo atto eroico”. — San Martino del Carso, 13 marzo 1916.

(Boll. Uff., anno 1916, disp. 52).

 Colonnello STENNIO ACHILLE, da Genova:

      “Preparato, con vigile cura, moralmente e materialmente, il suo reggimento, pieno di fede nella vittoria, alla testa delle prime schiere lanciava violentemente due suoi battaglioni all’assalto di una solida posizione nemica. Sulla trincea occupata, fieramente eretto sui più avanzati approcci, incitava e dirigeva l’affluire dei rincalzi, noncurante dei proiettili e delle bombe che numerose gli scoppiavano intorno, dicendo esser quello il suo posto per dividere il pericolo dei suoi soldati. Colpito mortalmente al petto da un proiettile di mitragliatrice, agli ufficiali accorsi, che tentavano celargli la gravità del suo stato, fieramente rispondeva: “Io muoio; ma la vittoria è nostra” , e spirava gridando: “Viva l’Italia!” — Devetaki, 17 settembre 1916.

(Boll Uff., anno 1916, disp. 10).

 Soldato COZZI ROBERTO:

      “Non appena sferrato l’attacco, avanzò alla testa del proprio plotone, e, oltrepassato il primo ordine di reticolati, accortosi che da una buca mascherata con un telo da tenda una mitragliatrice nemica tirava sul fianco di una nostra colonna, aggirò l’arma avversaria mediante il lancio di petardi, ne uccise i serventi e s’impossessò dell’arma stessa, rivolgendola tosto contro il nemico. Gravemente ferito, rimase al suo posto e poco dopo fu ritrovato bocconi sull'arma, colpito da una diecina di proiettili. Fulgido esempio di eroismo e di alto sentimento del dovere”. — Monte Valbella, 29 giugno 1918.

(Boll. Uff., anno 1919, disp. 19).

 10° REGGIMENTO FANTERIA.

 Colonnello PIZZARELLO UGO, da Macerata:

      “Sempre in mezzo ai suoi soldati per dividerne le sorti in un violento contrattacco nemico, più volte contuso e poi gravemente colpito in fronte, volle rimanere sul posto, raro esempio di amor di patria, di sentimento del dovere e di indomito coraggio”. — Monte Ortigara, 25 giugno 1917.

(Boll Uff., anno 1917, disp. 64).

MILITARI DECORATI CON L’ORDINE MILITARE DI SAVOIA.

 BRIGATA REGINA.

 BIANCARDI PIETRO, colonnello — cavaliere — Ortigara, giugno 1917. 
BIANCARDI PIETRO
, brigadiere generale — uffiziale - Monte Val BeIla, 24 giugno-2 luglio 1918.
 

MILITARI DECORATI CON MEDAGLIA D’ARGENTO E DI BRONZO AL VALOR MILITARE.

MEDAGLIA D’ARGENTO.

 9° Regg. Fanteria: Ufficiali, n. 61 — Truppa, n. 52;
 
 10° Regg. Fanteria: Ufficiali, n. 28 — Truppa, n. 17.

MEDAGLIA DI BRONZO.

 9° Regg. Fanteria, n. 127. 10° Regg. Fanteria, n. 62.

COMANDANTI DELLA BRIGATA.

 Magg. gen. MARGHIERI Guglielmo, dal 24 maggio 1915 al 22 giugno 1915. 

Magg. gen. CARBONE Demetrio, dal 23 giugno 1915 al 9 agosto 1915. 

Magg. gen. ALLIANA Ernesto, dal 20 agosto 1915 al 19 dicembre 1915. 

Magg. gen. SAILER Emilio, dal 23 dicembre 1915 al 1° ottobre 1916. 

Colonnello CALDERARA Guglielmo, dal 1° ottobre 1916 al 1° aprile 1917. 

Colonnello brig. BIANCARDI Pietro, dal 16 aprile 1917 al 14 agosto 1917. 

Magg. gen. CARBONE Demetrio, dal 5 settembre 1917 al 25 ottobre 1917. 

Colonnello brig. BIANCARDI Pietro, dal 29 ottobre 1917 al 23 settembre 1918. 

Brigadiere gen. ASSUM Clemente, dal 23 settembre 1918 al termine della guerra. 

 COMANDANTI DEL 9° REGGIMENTO FANTERIA.

Colonnello TURINI Alessandro, da 24 maggio 1915 al 2 novembre 1915.

Colonnello BONFANTI Carlo, dall’8 novembre 1915 al 12 marzo 1916.

Colonnello STENNI0 Achille, dal 12 marzo 1916 al 17 settembre 1916 (caduto sul campo).

Colonnello DI NARDO Umberto, dal 17 settembre 1916 al 9 ottobre 1916.

Colonnello PISANI Francesco, dal 9 ottobre 1916 al 20 luglio 1917.

Colonnello CASILINI Ernesto, dal 20 luglio 1917 al 29 dicembre 1917.

Colonnello TARCHETTI Iginio, dal 1° gennaio 1918 al termine della guerra.

 COMANDANTI DEL 10° REGGIMENTO FANTERIA.

 Colonnello ROSSI Vittorio, dal 24 maggio 1915 al 19 luglio 1915 (ferito). 

Ten. Col. MOLINA Luigi (interinale), dal 19 luglio 1915 al 12 agosto 1915.

Colonnello CANTONE Carlo, dal 12 agosto 1915 14 novembre 1915.

Colonnello BERUTO Giovanni, dal 14 novembre 1915 al 3 dicembre 1915.

Colonnello GANDOLFO Asclepia dal 4 dicembre 1915 al 2 luglio 1916.

Colonnello PAOLINI Paolo, dal 9 luglio 1916 al 10 agosto 1916.

Colonnello BISIO Giustino, dal 18 agosto 1916 al 4 ottobre 1916.

Ten. Col. D’ ERRICO Oscar (interinale), dall’8 ottobre 1916 al 29 ottobre 1916.

Colonnello GILARDI Angelo, dal 30 ottobre 1916 al 30 novembre 1916.

Colonnello PIZZARELLO Ugo, dal 20 dicembre 1916 al 26 giugno 1917 (ferito).

Colonnello BARTOLUCCI Quinto, dal 15 luglio 1917 al termine della guerra.

 

 

UFFICIALI SUPERIORI E CAPITANI COMANDANTI DI BATTAGLIONE
9° REGGIMENTO FANTERIA
I° battaglione
Grado Casato e Nome Data di assunzione Data di Cessazione
       
Maggiore Rojch Francesco Giugn. 1915 25/10/156
Id. Pedace Pasquale nove. 1915 Agost 19166
Capitano Carretti Corrado Agost. 1916 Sett. 19166
Maggiore Lamponi Goffredo Ottob. 1916 Agost 19176
Ten. Col. Lamm Rusconi Giulio Ottob. 1917 Nove 19176
Maggiore Cappa Giulio Nove 1917 05/12/176
Id. Crescentini Guido Dice 1917 30/06/186
Capitano Giustolisi Vittorio Lugliol 1918 Al termine della guerra
II° battaglione
Maggiore Villani Francesco Magg. 1915 Sett. 19156
Id. Gargano Alfredo 04/10/15 24/10/156
Id. Gereschi Dante 25/10/15 02/11/156
Id. Briola Carlo Nove 1915 12/08/166
Id. Lucio Pietro Agost. 1916 08/10/166
Capitano Galliano Giulio 09/10/16 25/06/176
Maggiore Ferrara Alberto 12/07/17 21/08/176
Id. Lattes Alessandro Ottob. 1917 Genn. 19186
Ten. Col. Torriani Guido 03/01/18 Lugliol 19186
Maggiore Cocconi Francesco Lugliol 1918 Al termine della guerra
III° battaglione.
Maggiore Camozzini Carlo Giugn 1915 28/10/156
Ten. Col. Santanera Giuseppe Nove 1915 Marz. 19166
Id. Billi Sandorno Riccardo Marz. 1916 09/08/166
Maggiore Sciocchetti Alberico Agost. 1916 17/09/166
Id. Bruni Guido Ottob. 1916 Magg. 19176
Capitano Botti Giuseppe Agost. 1917 Ottob. 19176
Ten. Col. Pietrasanta Francesco 10/11/17 Nove 19176
Id. Tellini Luigi Nove 1917 Dice 19176
Id. Sisto Filippo 06/01/18 Al termine della guerra
10° REGGIMENTO FANTERIA
I° battaglione
Maggiore Salvo Emilio 24/05/15 21/07/156
Id. Cravosio Mario Lugliol 1915 Agost 19156
Capitano Francisci Agost. 1915 Sett. 19156
Ten. Col. De Marchi Francesco 01/10/15 15/04/176
Id. Schiavo Antonio 08/05/17 21/08/176
Id. Degli Oddi Giovan Battista 05/09/17 15/11/176
Maggiore Sisto Filippo 15/11/17 05/01/186
Ten. Col. Lucente Ettore 05/01/18 09/02/186
Id. Lingua Angelo 16/02/18 Al termine della guerra
II° battaglione
Maggiore Franchi Augusto 24/05/15 22/05/166
Id. Lamponi Leopardi Goffredo 27/05/16 29/06/166
Id. Bruni Guido 26/08/16 25/09/166
Ten. Col. D'Errico Oscar 19/10/16 12/11/166
Capitano Zannini Liguro 12/11/16 26/03/176
Maggiore Amendola Adalgiso 15/04/17 10/06/176
Capitano De Juliis Paolo 12/06/17 25/06/176
Maggiore Amendola Adalgiso 01/07/17 21/08/176
Id. Lucente Ettore 06/11/17 05/01/186
Id. Lugano Enrico 17/07/18 24/08/186
Maggiore Vitagliano Giovanni 24/08/18 24/09/186
III° battaglione
Ten. Col. Molina Luigi 24/05/15 Agost 19156
Maggiore Giordano Alberto 01/10/15 01/11/156
Id. Milone Ettore / 29/06/166
Id. Anchisi Romano 03/07/16 Aprilel 19176
Ten. Col. Cambiè Arturo / /
Maggiore Lampori Lugliol 1917 /
Ten. Col. De Franchi Franchino 05/07/17 20/08/176
Id. Rigato Narciso / /
Capitano Nacherlilla Giovanni / /
Id. Turati / /
Id. Di Vita / /

 

SERVIZI PRESTATI IN LINEA ED IN ZONA DI RIPOSO

Permanenza in linea

Permanenza in zona di riposo, lavori, trasferimenti, ecc.

 Anno 1915

Dal 24 maggio 1915 al 23 luglio 1916 (Cervignano – Aquileia – S. Vito al Torre – Romans – Pendici orientali q. 170 – S. Michele).

Dal 23 ottobre al 3 novembre (Cima 4 di S. Michele).

Dal 9 novembre al 27 dicembre (Bosco Lancia).

 

 Anno 1916


 Dal 14 gennaio al 13 agosto (Bosco Lancia).

Dal 30 agosto al 12 ottobre (Oppacchiasella – Lokvica).

Dal 20 ottobre al 31 dicembre (Pal Piccolo – Pal Grande – M. Croce).

 Anno 1917

 Dal 1° gennaio al 28 febbraio (Pal Piccolo – Pal Grande – M. Croce).

 Dal 20 marzo al 6 aprile (Volkovniak – Nad Logem).

 Dal 20 al 28 giugno (M. Ortigara).

 Dal 12 luglio al 20 novembre (M. Zebio – Roccolo – Cimon – M. Baldo – Melette Davanti – Meletta di Gallio – Castelgomberto – M. Fior).

 Dal 5 al 18 dicembre (M. Val bella – Costalunga).

 Dal 24 al 29 dicembre (Cima Echar).

 

 

 Anno 1918

 Dal 1° al 28 gennaio (Costalunga – M. Melago).

Dal 30 marzo al 13 aprile (Montagna Nuova).

Dal 19 aprile al 21 maggio (Valstagna – Grottella – Sasso Rosso).

Dal 19 giugno all'8 luglio (Costalunga – Busa del Termine).

Dal 23 luglio al 26 agosto (Val Brenta – q. 876 – Sbarramento S. Gaetano – Galleria di Rivalta – Col Mandre).

Dal 24 ottobre al 4 novembre (Montello – Nogarè – Pieve di Soligo).

  

 Anno 1915

 Dal 24 luglio al 22 ottobre (Versa – Campolongo - Crauglio).

Dal 4 all'8 novembre (Crauglio – Versa).

Dal 28 al 31 dicembre (Crauglio).

 

 Anno 1916

 Dal 1° al 13 gennaio (Crauglio).

Dal 14 al 29 agosto (Zona di S. Martino del Carso).

Dal 13 al 19 ottobre (Gradisca – Settore But-Degano (Zona Carnia))

 Anno 1917

Dal 1° al 19 marzo (Palmanova – Peteano).

Dal 7 al 20 aprile (Peteano).

Dal 7 al 12 maggio (Peteano)

Dal 20 maggio al 19 giugno (Palmanova – S. Maria la Longa – Bassano – Malga Pastori).

Dal 29 giugno all'11 luglio (Campo delle Doghe – Campo Spa – Campomulo).

Dal 21 novembre al 4 dicembre (Nove – Valstagna).

Dal 19 al 23 dicembre (Rubbio).

Dal 29 al 31 dicembre (Campi di Mezza Via).

 

 Anno 1918

Dal 29 gennaio al 29 marzo (Campese – Zanè – Chiuppano Valrovina).

Dal 14 al 18 aprile (Val Brenta).

Dal 22 maggio al 18 giugno (Valrovina).

Dal 9 al 22 luglio (Valrovina).

Dal 27 agosto al 23 ottobre (Marsan – S. Floriano – Montebelluna).

  RIEPILOGO
Linea Riposo
Mesi Giorni Mesi Giorni
Anno 1915

3

29

3

9

Anno 1916

10

25

1

5

Anno 1917

8

14

3

16

Anno 1918

4

23

5

11

TOTALI Mesi 28 e giorni 1 Mesi 13 e giorni11

 

RIEPILOGO DELLE PERDITE IN COMBATTIMENTO
LOCALITA' E DATA 9° REGGIMENTO 10° REGGIMENTO
Ufficiali Truppa Ufficiali Truppa
Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi Morti Feriti Dispersi
1915

1° Sbalzo offensivo (5-22 giugno)

/

1

/

6

39

/

1

1

/

9

58

/

1a battaglia dell'Isonzo (23 giugno – 7 luglio)

/

1

/

4

14

/

1

2

/

55

120

/

Dall' 8 al 17 luglio (San Michele)

1

3

1/1

39

141

23

/

1

/

9

59

/

2battaglia dell'Isonzo (18 luglio – 29 luglio)

7

8

/

121

388

/

7

7

7/7

238

348

159

3a battaglia dell'Isonzo (24 ottobre – 2 novembre)

9

24

/

101

475

71

8

24

/

127

638

64

4a battaglia dell'Isonzo (10 novembre – 5 dicembre)

7

15

/

118

446

29

14

14

/

172

634

50

Dall' 6 al 31 dicembre

3

2

/

16

58

/

/

/

/

9

67

/

Totale anno 1915 27 54 1/1 405 1561 123 31 49 7/7 619 1924 273
 
1916

Dal 14 gennaio al 10 marzo

2

3

/

7

50

/

/

1

8

70

/

164

5a battaglia dell'Isonzo (11-22 marzo)

5

5

/

12

70

14

/

1

4/4

5

68

148

Dal 23 marzo al 5 agosto (non comprese le perdite del 29 giugno)

3

12

/

35

236

/

1

4

/

31

439

40

Attacco nemico con i gas (29 giugno)

/

5

/

1

98

/

34

14

/

1286

162

170

6a battaglia dell'Isonzo (6-14 agosto)

6

11

1/1

39

273

11

5

11

/

20

290

/

Nella zona di S. Martino (19 agosto-13 settembre)

3

14

/

10

85

/

2

1

/

6

45

/

7a battaglia dell'Isonzo (14-18 settembre)

5

16

1/1

45

502

140

1

3

/

10

111

/

Nel settore di Lokvica (19 settembre-8 ottobre)

/

3

/

29

176

/

/

6

/

37

192

/

8a battaglia dell'Isonzo (9-12 ottobre)

4

10

/

25

210

16

3

4

6/4

34

295

13

Nel settore But-Degano (22 ottobre- 31 dicembre)

/

/

/

19

48

/

/

/

/

3

3

/

Totale anno 1916 28 79 2/2 222 1748 181 46 45 10/8 1440 1675 371
 
1917

Nel settore But-Degano (1° gennaio- 28 febbraio)

1

/

/

14

20

/

/

3

1/1

37

44

34

Sul basso Isonzo (8 marzo- 11 maggio)

1

/

/

19

101

/

/

2

12/12

15

83

599

10a battaglia dell'Isonzo (12-19 maggio)

2

4

1/1

46

341

125

/

4

/

68

205

6

Battaglia dell'Ortigara (14-28 giugno)

1

11

/

8

177

28

4

22

3/3

72

549

182

Nei settori M. Zebio – M. Fiara (12 luglio-23 ottobre)

1

/

/

4

36

/

/

/

1/1

3

47

/

Offensiva austriaca dall'Isonzo al Piave e contro la fronte del Grappa (24 ottobre- 29 dicembre)

5

16

52/46

243

382

1725

3

10

8/6

41

230

301
Totale anno 1917

11

31

53/47

334

1057

1878

7

41

25/23

236

1158

1122

 
1918

Nei settori di M. Echar – Col d'Astiago (1° gennaio – 18 maggio)

/

/

/

4

47

4

/

1

/

7

89

/

Battaglia del Piave – M. Val Bella (15 giugno – 2 luglio)

4

7

/

52

177

25

3

9

/

27

181

17

Nel settore di Val Brenta (3 luglio – 12 ottobre)

1

/

/

10

39

/

1

1

/

/

86

/

Totale anno 1918 5 7 / 66 263 29 4 11 / 34 356 17
 
RIEPILOGO GENERALE
Anno 1915

27

54

1

405

1561

123

31

49

7

619

1924

273

Anno 1916

28

79

2

222

1748

181

46

45

10

1440

1675

371

Anno 1917

11

31

53

334

1057

1878

7

41

25

236

1158

1122

Anno 1918

5

7

/

66

263

29

4

11

/

34

356

17

TOTALE GENERALE

71

171

56/50

1027

4629

2211

88

141

42/38

2329

5113

1783

 

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