Da dove tutto ha avuto origine

Una divisa macchiata di sangue per non dimenticare dove tutto ha avuto origine.

Ripreso spesso in maniera sommaria nel contesto della prima guerra mondiale, l'attentato di Sarajevo (28 giugno 1914) è la goccia che trabocca da un vaso, da qualche anno colmo di acredine e tensioni irreprimibili fra Triplice Intesa e forze della Triplice Alleanza, specie dopo il recente riarmo della Germania e le rinnovate ambizioni espansionistiche russe sulla penisola balcanica.

Il gesto efferato, dovuto al malcontento nazionalistico dei popoli slavi nei confronti del giogo austro-ungarico, viene portato a concreto ed estremo compimento dal giovane attentatore serbo-bosniaco Gavrilo Princip – affiliato al gruppo terroristico nazionalista "Mano Nera" – contro l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria-Ungheria, e a sua moglie Sofia. L'occasione è una visita ufficiale della coppia nella città bosniaca, "in tour" a bordo di una macchina scoperta in mezzo alla folla. Scampati ad un primo attentato dinamitardo mancato dai complici di Princip, che ferisce due ufficiali a bordo della macchina che segue l'auto nel bersaglio, Francesco Ferdinando e Sofia vengono colpiti a stretto giro di posta, anche se lo sviluppo e l'esatta dinamica dei fatti restano un mistero per le divergenze delle versioni riportate dai testimoni.

Una delle pistole usata degli assalitori, probabilmente quella usata proprio da Princip.

Fra l'altro, già quattro anni prima il governatore austro-ungarico aveva rischiato la vita in un altro attentato a Sarajevo. Ciò che resta indiscusso, in ogni caso, è il ruolo indiscusso dell'evento, casus belli della prima guerra di portata mondiale, che scoppia esattamente un mese dopo il gesto estremo. In Austria, a Vienna, dal 1869 è presente un museo (uno dei più grandi di storia militare al mondo) che rievoca e celebra l'importanza di quel gesto: lo Heeresgeschichtliches Museum, attraverso quattro sale espositive ripercorre i segmenti chiave della storia austriaca, la guerra dei Trent'anni e contro i Turchi Ottomani, le guerre napoleoniche, la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale. Ma con un occhio di riguardo per l'attentato di Sarajevo.

In mostra sono esposti, oltre alla tunica di Francesco Ferdinando, pezzo inconfondibile per lo stile e le fattezze, bottoni e inserti, l'automobile su cui l'arciduca e la moglie viaggiano al momento dell'assassinio, l'uniforme indossata da Francesco Ferdinando, e la barella su cui spira. Un tributo offerto da Vienna, simbolo dell'impero contro cui è chiaramente rivolta l'aperta polemica nazionalista di Princip e del movimento nazionalista slavo.

 
 
 

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